Venerdì 21 febbraio a Vó veniva individuato il primo caso e anche il primo focolaio di #Covid in Veneto. Oggi nel mondo si combatte, con misure senza precedenti, una crisi sanitaria che ha già provocato, tante, troppe vittime.
Due mesi di quarantena, in queste lunghe settimane siete rimasti chiusi in casa, tutti noi abbiamo messo in pausa le nostre vite, che sono cambiate irrimediabilmente.
In questi due mesi abbiamo imparato a conoscere il #Covid-19, all’inizio magari abbiamo creduto che riguardasse solo alcune zone, magari lontano da noi.. ma ahimè ci siamo resi conto in poco tempo che colpiva tutti, anziani ma anche i giovani, tante persone con patologie pregresse, ma anche uomini e donne in buona salute.
Abbiamo imparato a metterci in fila per entrare al supermercato a fare la spesa con la mascherina, abbiamo imparato a rispettare le regole, abbiamo capito che i nostri sacrifici erano la prima vera cura al #Coronavirus.
Tutti noi abbiamo conosciuto qualcuno positivo, magari un familiare o un semplice conoscente. Abbiamo convissuto con ansia, ma non abbiamo mai perso la speranza.
E poi come sempre quando ci si trova in situazioni di grande difficoltà, riscopriamo ancora una volta il grande cuore dei Veneti.
Ma oggi dopo 60 giorni non posso che essere fiera della grande macchina della Sanità Veneta per come ha affrontato questa sfida, per gli enormi investimenti che abbiamo fatto, per la riprogrammazione messa in campo ma sopratutto per l’enorme “capitale umano” che la rende una vera e propria eccellenza.
Uomini e donne che hanno dimostrato fin da subito un grande senso di responsabilità, si sono messi a disposizione, senza mai tirarsi indietro, al fine di aiutare il prossimo, grazie di cuore ad ognuno di VOI.
Uno spiraglio si intravede, stiamo studiando con i tecnici le strategie e i mezzi per ripartire in sicurezza, ma ricordiamoci tutti che ancora tutto è nelle nostre mani, i nostri comportamenti faranno ancora e sempre la differenza.
#ForzaVeneto