“E’ un aiuto ai Comuni perché investano nella sicurezza delle strutture e nella qualità dei servizi per la prima infanzia e magari per allargare la rete dei nidi attivi in Veneto nonchè un segnale della politica per contrastare le ‘culle vuote’”. Così l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale, Manuela Lanzarin, richiama l’attenzione sul bando, pubblicato nell’edizione odierna del Bollettino ufficiale della Regione Veneto, che mette a disposizione 5.072.777,36 euro per contribuire ad interventi di messa a norma, adeguamento, riqualificazione e nuova costruzione di asili nido comunali e privati-convenzionati.

Con una lettera inviata a tutti i primi cittadini del Veneto l’assessore Lanzarin ricorda che si tratta del primo bando (Dgr n. 1435/2019) “indirizzato a migliorare la sicurezza e la qualità dei servizi dedicati alla prima infanzia, per i bambini e le bambine d'età compresa fra 0 e 36 mesi”.

Le tipologie di intervento edilizio fanno riferimento a cinque macro-categorie:

a) interventi di adeguamento sismico o, nel caso in cui l’adeguamento sismico non sia conveniente, di nuova costruzione in sostituzione di edifici esistenti; interventi di miglioramento sismico, nel solo caso in cui l’adeguamento sismico non sia perseguibile in ragione della presenza di vincolo culturale ai sensi del decreto legislativo n. 42/2004;
b) interventi finalizzati all’eliminazione di rischi, alla messa a norma dell’edificio e all’adeguamento alla normativa antincendio;
c) ampliamenti necessari per soddisfare specifiche esigenze di riqualificazione scolastica o di fruibilità di spazi;
d) interventi sull’esistente diversi dai precedenti, purché l’ente proponente certifichi che la struttura sia adeguata alle normative vigenti;
e) asili nido di nuova costruzione.

“In Veneto sono attivi 764 asili nido che offrono poco più di 24 mila posti, sufficienti per accogliere un bimbo su 4 dei residenti in età 0-3 anni – sottolinea l’assessore Lanzarin – Il primo obiettivo del bando è mettere in sicurezza gli edifici e, se possibile, migliorare la qualità e la capacità delle strutture esistenti. E non escludo che qualche amministrazione possa decidere con coraggio, anche alla luce del contributo regionale, di progettare un nuovo asilo nido. Con questo bando di spesa in conto capitale, il primo dopo anni, il Veneto mette al centro dell’attenzione la prima infanzia e la necessità delle famiglie di poter disporre di servizi educativi idonei e sicuri per riuscire a conciliare tempi di vita e di lavoro”.